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    Al centro dei nostri progetti c’è la giusta rivalutazione del nostro territorio del basso Lazio in termini ambientali, turistici, architettonici, gastronomici, storici.

    Il nostro è un territorio abbandonato a se stesso da troppo tempo per incuria, disinteresse, sbadataggine, ignoranza, scarsa lungimiranza di troppi. In esso però esistono centri storici di rara bellezza traboccanti di storia, che il più delle volte noi stessi che vi risiediamo non conosciamo minimamente e davanti ai quali passiamo indifferenti nel tran tran della vita quotidiana, senza riflettere sul fatto che renderli più curati, più attrezzati turisticamente, piu’ decorosi, piu’ pubblicizzati, in poche parole, renderli più “appetibili”, porterebbe sicuramente un beneficio economico importantissimo per la nostra economia asfittica e fatta solo di centri commerciali.

    A tal proposito, c’è un fenomeno che in Italia sembra quasi dimenticato ma che ha una importantissima funzione per il benessere futuro del nostro Paese: il turismo.

    E non ci riferiamo soltanto a quello a breve raggio - quello per intenderci della gita fuori porta - ma anche (e crediamo sia possibile) ad un turismo internazionale.

    Pensate che nei paesi cosiddetti “emergenti” quali Cina, Russia, Corea solo per citarne alcuni, vivono milioni di “nuovi ricchi” - solo in Cina se ne stimano 200 milioni - che il più delle volte non sanno neppure dove orientarsi per una vacanza. Ed in un momento storico che vede il Mondo travagliato da vicende tragiche e malattie dilaganti - basti pensare alla guerra, allo tsunami, agli attentati, alle malattie - cosa cerca un individuo per rilassarsi se non la tranquillità, la cultura, il cibo, la storia, la natura?

    E noi, guarda caso, anche se nessuno sembra più accorgersene, siamo pieni zeppi di tutto ciò (l’Italia detiene l’80% del patrimonio artistico ed archeologico mondiale).

    E pensare che Paesi con solo un decimo del nostro patrimonio - citiamo per fare un esempio la Spagna - stanno vedendo crescere vertiginosamente la richiesta turistica ed i relativi fatturati, mentre noi con questo patrimonio dormiente stiamo lì a guardare gli altri e non ci sforziamo di cambiare le cose. Tutto ciò ci sembra cosa ingiusta.

    Basterebbe solo pubblicizzare il nostro Paese, creare strutture ricettive ed il più e’ fatto!

    Solo una riflessione che vi invitiamo a fare:

    • Segni - Mura ciclopiche
    • Palestrina - Tempio della Fortuna Primigenia
    • Anagni - Città dei Papi
    • Genazzano - Castello Colonna, città di Brancaleone
    • Artena - Centro medioevale più grande di Italia
    • Paliano - Selva e centro storico, città di Marcantonio Colonna eroe della Battaglia di Lepanto
    • Cave - Acqua e natura
    • Fumone - Centro storico
    • Alatri - Bellezze storiche
    • Zagarolo - Palazzo Rospigliosi

    Tanto per citarne alcuni e ci scusiamo per le dimenticanze.

    Ora alcune domande.

    Quanti pullman di turisti vedete arrivare a visitare queste meraviglie?

    Quanta gente va a mangiare nei locali del luogo?

    Quanta di questa compra prodotti locali?

    Quanti dormono negli alberghi ( laddove ci sono..)?

    Non pensate che, con un minimo di organizzazione, si potrebbe incrementare questo afflusso?

    Perché all’estero, per vedere un misero capitello siamo disposti a pagare 2 euro e qui, che abbiamo tesori incredibili, non riusciamo a trarne reddito?

    Il tutto nell’imprescindibile rispetto della natura circostante quale elemento unico ed indispensabile di speranza per la vita dei nostri figli ed elemento di eterno reddito turistico.

    Un bene troppo prezioso per vederlo distrutto da qualche imbecille di turno! Tutto ciò, però passa da un necessario mutamento del corrente modo di pensare ed agire sia in termini di rivalutazione del concetto di eco-sostenibilità, di quello dell’inquinamento, di come di quello del delegare a chi è stato eletto, come del resto sarebbe nella logica, il proporre idee, trovare soluzioni, cercare di risolvere le problematiche del territorio.

    Con tutto il rispetto per il mondo politico e per gli sforzi di qualche singolo, non ci sembra che si sia fatto negli ultimi anni un granché.

    Tante promesse, tante belle parole soprattutto prima delle elezioni e poi il silenzio.

    Questo porta il cittadino a domandarsi perchè questioni che sembrano di facile soluzione diventino nella nostra amata Italia alla fine problemi insormontabili. E questo vale per tutti i campi.

    Facciamo qualche esempio: il problema dello smaltimento dei rifiuti, che di per se stesso non dovrebbe essere un problema così gravoso ma fonte di risparmio e di reddito, quale ad esempio in Germania. Si cercano soluzioni, si spendono milioni di euro in costosissime quanto a volte inutili consulenze. Eppure l’immondizia continua ad invaderci. Allora i casi sono due: o le decisioni in merito vengono prese da persone non competenti e strapagate - e non lo vogliamo pensare - oppure da persone che pur essendo in posti strategici non fanno gli interessi dei cittadini - e non vogliamo pensarlo lo stesso. Sta di fatto che l’immondizia abbonda, non si trovano soluzioni e i cittadini pagano il disagio ed il disservizio.

    Abbiamo fatto solo un esempio e ne facciamo un altro: il grave problema dello smaltimento di prodotti altamente tossici. Un esempio per tutti, l’eternit. Ma vi sembra possibile che per smaltire un normale foglio di eternit di circa 1 metro per 1,5 il costo sia intorno ai 700 euro? Avete capito bene: 700 euro. È logico che con questi prezzi si incentiva la gente a buttare tali materiali dove capita. E poi lo Stato, che poi siamo noi, spende un mucchio di denaro in bonifiche del territorio. Ma allora ci domandiamo: una politica di prevenzione che veda un drastico abbassamento dei costi di conferimento di tale materiale, non agevolerebbe la raccolta dello stesso?

    Sono domande che ci facciamo e ci meravigliamo che chi fa dell’Ecologia il proprio cavallo di battaglia da anni, non produca soluzioni così banali ma efficaci. E queste colpevoli inefficienze le troviamo in infiniti altri settori dello Stato. Settori che costano troppo in termini economici a scapito di servizi non efficenti che rendono la vita difficile e costosa a noi cittadini.

    Capiamoci, non possiamo noi cambiare un modo di essere e pensare solo con i nostri buoni ed onesti propositi, ne’ tentare di cavalcare uno scontato malcontento generale. No.

    Vogliamo solo, nel nostro ambito, iniziare a dare un esempio con le nostre azioni ed iniziative che mirano alla efficienza, al risparmio, alla soluzione di problemi alla nostra portata. Tutto qui.

    Ecco perchè nel nostro modo di agire affrontiamo un problema, passiamo dall’azione, successivamente alla proposta ed alla soluzione, cercando di portare a termine ciò che ci siamo prefissi con le nostre sole forze e di chi ci vuole aiutare.

    Qualche esempio pratico nei vari campi di azione.

    SOLIDARIETA’: iniziativa “non e’ finita…!”, dalla vendita delle lattine di alluminio delle bibite alla realizzazione di un pozzo in Africa

    RILANCIO E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO con l’organizzazione di:

    - “Festa dell’Albero 2006“ del 21 novembre 2006 con la collaborazione del Comune di Colleferro coinvolgendo circa 350 bambini delle scuole elementari e materne;

    - partecipazione ai lavori di Agenda 21 locale per l’emergenza della Valle del Sacco e e la nostra denuncia al Ministero dell’ambiente con analisi prodotte da noi, a nostre spese, sullo stato del Fiume Sacco in parziale contrasto con le ufficiali;

    - la PROTESTA-PROPOSTA dei nostri blitz, come la pulizia e denuncia dello stato di abbandono del Parco della Selva (in cui abbiamo portato via tre tonnellate di rifiuti abandonati che “nessuno vedeva”) oppure la pulizia dei Giardini di Via latina a Colleferro (giardini pubblici nel pieno Centro cittadino pieni zeppi di ogni schifezza tra cui televisori, materassi, bottiglie ecc. ecc.). Casi in cui prima facciamo il nostro dovere di cittadini, poi tiriamo le orecchie a chi ci amministra “e che non se ne era accorto” e, dove non ascoltati o peggio (ma non è mai accaduto!), snobbati, allora, e solo allora, protestiamo affinchè escano fuori le responsabilità e le colpe di tali inefficenze.

    Non ci piace la logica del contestare per il gusto di farlo senza proporre. Non ci piace chi grida contro tutto e tutti il più delle volte a fini politici e senza conoscere a fondo i problemi ne’ dando poi soluzioni.

    Siamo convinti che solo chi con umiltà e determinazione si applica per capire cosa non funziona e cerca di dare un contributo fattivo alla risoluzione del problema può permettersi poi anche di criticare e protestare.

    Questo è il nostro modo di agire. Poi, suggerita una soluzione che riteniamo economica e soprattutto fattibile a chi di dovere, qualora non ascoltati, allora e solo allora inizia la nostra giusta protesta.

    Non guardando in faccia a nessuno ma denunciando le precise responsabilita ed incapacita’ di chi e’ delegato e pagato alle volte piu’ che profumatamente da noi cittadini al solo scopo per risolvere i nostri problemi e troppo spesso non lo fa.